Nel 1926 a Parigi, presso le edizioni di Bernard Grasset, esce “Prose d’Almanach”, un libro di scritti di Frédéric Mistral (1830-1914). Lo scrittore, Premio Nobel nel 1904, è scomparso da oltre dieci anni e l’editore precisa in frontespizio che queste “Œuvres inédites de Fredéric Mistral” vengono “publièes sous la haute direction de Madame Frédéric Mistral avec traduction française de Pierre Devoluy”.
Il traduttore francese è anche autore dell’Avant-propos del libro, Devoluy qui sottolinea come Mistral in vita abbia pubblicato in volume solo le opere maggiori. Restano quindi, a suo avviso, da pubblicare altri quattro gruppi di scritti, tra cui i racconti e le facezie popolari (le cascarelettes), proprie del genio della gente del Midi.
Editore e traduttore iniziano a pubblicare il primo gruppo proponendo – nell’originale provenzale con traduzione a fronte in francese – una cinquantina (52) di racconti usciti originariamente su Armana Provençau (Almanacco Provenzale); tra i testi scelti c’è anche “Li pastre” (I pastori), una divertente facezia popolare a tema, o meglio a pretesto, natalizio.
Il vecchio Ferland, un pastore del Gres (territorio a nord di Arles, la città tanto amata da Mistral), si trova citato in giudizio per questioni di pascolo. Per difendersi – e difendere la categoria – ricorda come i pastori siano stati i primi ad accorrere in occasione della nascita di Gesù, non è quindi un caso che abbiamo un posto di rilievo nel presepe, cosa che certo non possono vantare i giudici. Un racconto arguto e divertente, semplice e popolare pubblicato originariamente nell’edizione 1889 dell’Almanacco Provenzale.
L’edizione Grasset del 1926 è quella in mio possesso. Di questo testo feci una traduzione nel 2002 per una strenna natalizia in 25 copie, insomma un’edizione inter amicos. Si trattava di un traduzione letterale. In questa occasione ho rimesso mano alla traduzione sciogliendo alcune forme popolari per dare, spero, maggiore fluidità narrativa.
Nota di Anselmo Roveda